Un Viaggio Linguistico Per Conoscersi

dove vuoi andare

Avete mai pensato ad un viaggio linguistico? Avete mai avuto l’impulso di sentirvi liberi, senza confini? Voler andare oltre, attraversare la superficie delle cose, anche quelle che credevate di conoscere? Bene, non siete i soli. Anche per me è stato così. Vi parlo di un viaggio iniziato dieci anni fa, muovendo i primi veri passi da viaggiatrice consapevole solo dal 2015. Da cinque anni sono allieva di Suhu Riccardo Di Vito, che mi accompagna passo dopo passo nell’apprendimento di una delle più antiche forme di 武术 [wǔshù], arti marziali cinesi.

Non avevo mai praticato un’arte marziale prima di allora, nemmeno quando ho vissuto in Cina. Non è stato semplice, vista la frenetica quotidianità. Mettendo piede nel suo 武館 búkoán, la scuola di arti marziali, ho piacevolmente riassaporato valori tradizionali cinesi che ho potuto sperimentare solo nella loro terra d’origine.

La rivelazione di una natura combattiva e non arrendevole, che non avrei mai creduto di possedere, l’ho scoperta con 黑旗門詠春 [hēiqí mén yǒng chūn pài] reso con il più conosciuto Hek Ki Boen Eng Chun Pai, dal dialetto del Fujian, provincia da cui è nato. Un sentiero arduo, che al momento mi vede come unica allieva privata donna rimasta. Ma c’è molto di più ed è questo che vorrei che portaste sempre con voi.

Black FLag Wing Chun Roma

SCOPRIRE CHI SEI CON IL VIAGGIO

La scoperta di chi siamo davvero noi nell’altro e grazie all’altro, che ci libera da ogni confinamento e restrizione. Come vi dicevo, molto tempo fa sono divenuta una viaggiatrice inconsapevole, seguendo una naturale propensione per le lingue – in particolare quella cinese – che studio e approfondisco come traduttrice da anni.

Le lingue sono da sempre la mia passione perché rappresentano il passe-partout per lo [xīn] cuore-mente, per i Cinesi un’unica cosa: il cuore e la mente delle persone. Vi è mai capitato di parlare a uno straniero la sua lingua? Avete notato la sua espressione di compiaciuta sorpresa e come cambia l’impostazione del legame con quella persona? Avete visto come è diverso l’ottenimento di un’informazione, la ricchezza di sfumature in più che si colgono?

Perché? La prima lingua che conosciamo è legata al nostro modo di sentire, di esprimerci e di manifestare il nostro io nel mondo. Sentirla parlare da qualcun altro è motivo di orgoglio di gratitudine per l’impegno dimostrato a raggiungere l’altro nella sua “lingua di confort”, soprattutto nel caso delle cosiddette “super” lingue come russo, cinese o coreano. E per noi che la parliamo ci fa sentire ancor più liberi di esprimerci con meno impedimenti.

Tuttavia durante gli anni universitari e anche dopo, ho capito che l’apprendimento della semplice lingua non basta. Per capirla davvero, se si vuole raggiungere realmente il cuore delle persone e delle cose, per infrangere i limiti, bisogna andare oltre, sotto la superficie. Per questo, ho vissuto nel concreto 中国 [Zhōngguó]. il Regno di Mezzo, la Cina, in tutti gli aspetti possibili, anche nelle sue arti più antiche. Volevo capirla, toccarla, sentirla attraverso le persone, il cibo, i grattacieli, il tempo, le strade, il vento freddo del nord.

viaggio linguistico

UN VIAGGIO LINGUISTICO PER ABBATTERE LA PAURA

Ed ecco qui: la lingua mi ha permesso di affiancare la mia mente e il mio cuore a quello degli altri, abbattendo la barriera della paura e dell’ignoto; le arti marziali, con i suoi gesti secolari e l’impegno richiesto, mi hanno spinto ancora oltre, sperimentando altri aspetti della stessa realtà. E ancora, respirare gli incensi dei templi è vivere la dimensione filosofica della vita stessa secondo un altro cuore, un’altra mente, che sono pur sempre i nostri.

Un viaggio linguistico estremamente concreto eppure interiore, da me all’altro, in cui i sensi si sono amplificati percependo un mondo e una me stessa completamente arricchiti e rinnovati.

E grazie alla decisione di tuffarci nello sconosciuto accorciandone le distanze, di lasciare il porto sicuro, tra chi crediamo di conoscere e ciò che scopriamo non ci rendiamo forse conto di essere noi stessi gli altri? E quanta più libertà, potere e ricchezza ne derivano, lo avete mai immaginato?

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