Se Una Pratica È Interna…

pratica interna

Se una pratica è interna, come si può pretendere di giudicarla dall’esterno? Ricevo continuamente messaggi assurdi sui social, dove persone assolutamente a digiuno di pratiche interne cercano di giudicare con le loro lenti quello che faccio. Capisco, però, chi ancora cerca di comprendere il lavoro interno, perché l’efficacia è comprovata. Non è un caso che quando i praticanti di discipline e stili o sport da combattimento comprendono quello che facciamo si buttano a capofitto per capire e carpire la tecnologia.

Che la nostra fosse una pratica interna lo scrissi tanto tempo fa (qui). Ciò che mi fa comprendere che pochi sappiano davvero di cosa si parli è che si continua a confondere lento e morbido con interno, mentre duro e rigido come esterno. Ancora di più, la cosa divertente è notare come anche chi parla spesso di movimento interno diventi rigido nel momento del contatto.

Sto notando una marea di insegnanti anche di altissimo profilo che stanno girando il pianeta per trovare chi insegna il lavoro interno. Li capisco. Anche io ho cercato tanto prima di trovare quello che stavo cercando. Dico sempre ai miei studenti che sono e siamo stati molto fortunati a conoscere questo lavoro sin dal primo giorno. È davvero importante.

GUARDI E NON CAPISCI

Quando sintetizzo a chi non ci conosce quello che facciamo dico sempre: tu guardi e non capisci. Sta tutto qui l’interno. Tu cerci di comprendere da dove viene l’energia, come si “genera”, come si “trasferisce”, da dove viene, ma non capisci. E allora, i più intelligenti tentano di capirlo toccando. Niente dorsali, niente pettorali, niente trapezi, niente tricipiti… Eppure la botta c’è ed è potente. Ma quindi, come fai? Da dove viene? Questo è il vero “segreto” del sistema interno: se uno non ti dice come si fa, non ci puoi arrivare.

La cosa altamente affascinante è che nei sistemi tradizionali queste conoscenze c’erano. Non so se sono state abbandonate, nascoste o perdute. Sta di fatto che nella maggior parte degli stili si vedono una marea di movimenti, ma la gran parte dei lavori sono strutturali, muscolari. Io ho cercato per anni di comprendere come mai alcuni riuscissero a sviluppare una potenza incredibile senza far vedere movimenti dall’esterno. Pensate che scrissi nel 2009 proprio qui sopra che stavo iniziando a capire qualcosina dell’argomento della pratica interna. Non avevo ancora conosciuto il mio Maestro.

La cosa indispensabile per arrivare a comprendere la pratica interna è che va fatta esperienza diretta, perché arrivare alla pratica con l’idea di ciò che si “deve” fare allontana tantissimo dalla realtà. Si rischia di cadere nella visualizzazione, nei viaggi mistici e astrali. La pratica interna è estremamente reale. Credetemi, è importantissimo avere un contatto diretto con chi conosce la materia, te la sa dimostrare toccandoti e, soprattutto, ha voglia di spiegarti cosa fa e come lo fa. Non c’è altro modo per imparare. I libri possono aiutare a capire, ma solo DOPO aver capito e praticato. Fidatevi. La lettura e la conoscenza teorica vi allontana dalla comprensione… Ma fate un po’ voi…

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