Perché si pratica a contatto?

Molte persone guardano con sospetto il nostro esercizio cardine, il Niam Jiu 黏手 [niánshǒu], chiedendo spesso “perché si pratica a contatto?”. In effetti, ad un occhio non preparato può risultare una cosa stravagante e priva di senso, ma vi posso assicurare che il corpo ne beneficia quanto la pratica marziale strettamente intesa.

Nel momento in cui l’avversario si avvicina e tenta di colpire, per un praticante della nostra scuola è indispensabile entrare in contatto per manipolarne l’azione. Questo significa che invece di caricare i colpi, un po’ come accade in tutti i sistemi che utilizzano le catene cinetiche partendo da terra, noi siamo soliti rimanere appiccicati all’avversario per “ascoltare” cosa fa e reagire di conseguenza.

Non è un caso che l’esercizio è uno dei quattro pilastri del combattimento, insieme a quelli di reazione, così come le tecniche simulate e lo sparring libero. Il Niam Jiu è quindi uno strumento, non un fine. È il mezzo attraverso il quale entriamo nella fase di lotta, manipoliamo l’avversario e tentiamo di chiudere la partita nel più breve tempo possibile

QUANTO DURA?

Una domanda che mi viene fatta spesso è proprio il “quanto dura” questa pratica a contatto. Tanto. Servono ore ed ore di pratica per comprenderne pienamente l’efficacia e l’utilizzo. Un po’ come accade in qualsiasi scuola di contatto, che sia di Judo, Brazilian Jiu Jitsu o Lotta Libera. Si tratta proprio della nostra fase di lotta in piedi, che può sviluppare competenze anche per il lavoro al suolo.

Il combattente deve poter conoscere tutte le distanze ed avere competenze tanto di striking quanto di grappling, ecco perché dico sempre che il Black Flag Wing Chun è estremamente utile in questo senso. Aiuta chi si allena a praticare a contatto, togliendo la paura e facendo sì che il Niam Jiu diventi una piattaforma per comprendere i Cinque Elementi quanto tutte le altre caratteristiche interne del sistema.

Credo che non ci sia modo migliore se non lasciarvi ad un bel video, che ho registrato recentemente con uno dei miei allievi ed istruttori, Suhu Lorenzo Simoncini, che si è pure beccato un pugno inaspettato… Durante la pratica è indispensabile condizionare il corpo ai colpi, altrimenti non si potrà mai conoscere la reale efficacia di ciò che si pratica e non si potrà mai insegnare.

2 pensieri riguardo “Perché si pratica a contatto?

  1. Serve una pratica costante ma ne vale la pena… Quando controllo l’avversario aumenta la sicurezza

    1. Hai ragione! Questo migliora sicuramente la sicurezza personale, perché hai la consapevolezza delle tue competenze. Imparando a controllare l’avversario si riesce anche a risparmiare energie durante la fase di lotta.

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