Perché Il Black Flag Wing Chun?

Black Flag Wing Chun

Oggi c’è la possibilità di frequentare corsi ovunque in Italia, quindi mi sono chiesto perché il Black Flag Wing Chun? Un nuovo possibile praticante potrebbe scegliere un’altra scuola o un’altra corrente dell’infinito mondo del Kung Fu cinese. Eppure ci sono alcuni che decidono sull’onda emotiva, magari perché c’è un amico che già segue un insegnante e lo consiglia. Altri scelgono per vicinanza, la palestra più vicina a casa. Pochi si documentano, guardando video, leggendo le recensioni, acquistando riviste e libri di settore. Insomma, ognuno arriva in una scuola per i più disparati motivi.

Pur avendo un profondo rispetto per quasi tutti i Sifu che insegnano – alcuni se lo sono giocato da tempo… – è chiaro che io abbia a cuore soprattutto di far comprendere il motivo per cui io abbia scelto e scelga ogni giorno il Black Flag Wing Chun. Se tornassimo indietro di dieci anni, forse qualcuno ricorderebbe le battaglie online – perché dal vivo è più unico che raro… – sui lignaggi certificati o sulla purezza degli stili. “Il mio è originale“, “il tuo è mischiato“, “quello lì se l’è inventato” e così via, in una lunga e noiosa cantilena.

La spasmodica ricerca sulla purezza delle origini è un po’ un mantra delle discipline di questo tipo, specialmente nei tempi più moderni, nei quali in alcuni casi conta più la forma del contenuto. Così, in un momento di ricerca – e di lucidità… ahahah -, ricordo benissimo con quale scetticismo approcciai al primo seminario pubblico del mio Maestro a Roma. Ci andai quasi sconsolato, perché ero alla ricerca di qualcosa, ma non sapevo ancora bene cosa…

LA SCELTA DEL BLACK FLAG WING CHUN

A parte quel BDC (bucio di cu**, per gli addetti ai lavori! ahahah) interminabile nei primi tre giorni con Suhu (o Sifu o Shifu, come ti pare) Lin Xiang Fu, io ricordo nettamente che la scelta del Black Flag Wing Chun fu quasi un’epifania. Già, una rivelazione. Fu come trovare la quadratura di un cerchio che stavo cercando, ma che non avevo ancora disegnato su carta. Questo perché sin dai primi minuti ho percepito la profondità delle conoscenze in possesso del Maestro, ma, soprattutto, la sua voglia di divulgarle.

Non a caso da quasi due anni prima che lo conoscessi salì agli onori delle cronache, perché fu ‘scoperto’ e poi seguito da diversi insegnanti europei ed americani, che riscontrarono subito efficacia e potenza nel sistema, tanto da mettere in secondo piano tutte le altre conoscenze pregresse. Stendiamo un velo pietoso su come si comportarono successivamente questi individui, ma la cosa estremamente interessante fu proprio l’osservare come chiunque iniziasse a praticare facesse un velocissimo balzo in avanti a livello di competenze!

Se volessimo mettere da parte la brutale potenza che si sviluppa praticando Black Flag Wing Chun, credo che dovremmo porre l’accento sul METODO DIDATTICO, questo sì frutto dell’elaborazione del mio Maestro. Davvero unico nel suo genere, perché ha dimostrato negli anni di dare velocemente capacità impressionanti a chi lo mette in pratica. Non a caso, chiunque lo abbia frequentato anche solo per un seminario o due ha poi introdotto quello che ha visto all’interno del proprio sistema di insegnamento.

Black Flag Wing Chun

METODOLOGIA DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE

Oggi credo che un futuro praticante dovrebbe scegliere la disciplina osservando come vengono insegnate le competenze. Entrando in una sala, ci si può rendere conto partecipando attivamente. Bisogna notare come e cosa viene trasmesso. Ci deve essere una metodologia precisa, specialmente nelle fasi di correzione. Più l’insegnante si dona e si dedica alle correzioni, più significa che c’è un buon metodo di apprendimento. Altrettanto importante è notare il clima che c’è nella scuola. Se c’è collaborazione tra studenti, è perfetto!

Le competenze che possono essere apprese non riguardano la mera tecnica marziale. Si tratta di un mondo di conoscenze che affondano le radici nella filosofia buddista, in cui la disciplina nasce e si sviluppa. Il Black Flag Wing Chun entra sostanzialmente nel corpo di chi lo pratica. Ciò significa che si vanno ad affrontare i più che probabili squilibri della persona: dal carattere al respiro, dalla postura al modo di ragionare, dall’autostima all’eccesso di ego. La pratica ti rimette in riga.

Oggi non abbiamo tantissime scuole sul territorio nazionale. Alcuni insegnano solo a poche persone, altri portano avanti dei corsi pubblici, ma la sostanza non cambia. Praticare Black Flag Wing Chun significa affacciarsi ad un mondo di conoscenze e competenze interne, che in rarissimi casi sono riscontrabili in una sola disciplina. Me ne accorgo ogni volta che faccio qualche scambio con qualcuno di altre scuole o discipline, così come quando lascio che tocchino le mie ossa o i miei muscoli durante le azioni…

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