Il crollo del PIL

crollo del PIL

Chi mi conosce sa che sono un lettore molto attento, perché seleziono le fonti da cui traggo informazioni. Ecco il motivo per cui vedo molto probabile il crollo del PIL in Italia.

In questo momento, il crollo del PIL atteso in Italia è dal 9 al 20% nei prossimi mesi, partendo dai dati del Fondo Monetario Internazionale, passano per Il Sole 24 Ore. Stiamo parlando di tornare indietro a livello produttivo di quasi il 20% rispetto al livello pre-crisi (2007).

Diciamocelo: questo disastro economico è generato dalla stessa Italia, da quando ha adottato il “total lockdown” prima e più di qualunque altro Paese, come hanno fatto a Wuhan, sebbene nessuno sappia con esattezza quale fosse il numero di morti lì.

Non sappiamo cosa abbia indotto il governo cinese a questa politica di chiusura totale. Ci sono molti report che stimano anche 50 volte più decessi in quella zona di quelli ufficiali. Nel resto dell’Asia lo si è evitato. Durante queste vacanze abbiamo visto folle in spiaggia o in viaggio o nei parchi divertimento in tutta l’area, mentre da noi abbiamo visto i droni per controllare chi usciva di casa.

Nel nostro Paese è stato adottato questo modello per via dell’alta mortalità nel Nord, ma io mi voglio basare su alcuni numeri: siamo circa in 60 milioni. Abbiamo 650 mila decessi l’anno, di cui 230 mila nel periodo gennaio-aprile.

In base ai dati Istat, quest’anno non si riscontra un aumento complessivo di mortalità rispetto agli anni precedenti. Si sta verificando un picco drammatico di decessi rispetto agli anni precedenti nel Nord, è innegabile, ma se parliamo della mortalità complessiva nel nostro Paese, le cause dei decessi sono diverse.

Le province afflitte dai casi di Covid hanno un 20% della popolazione e questo inverno ci sono stati meno morti del solito (vedi Bloomberg del 6 aprile). Vediamo i dati dei decessi nazionali da inizio anno prima del 2020: l’Istat fornisce un totale dei primi 4 mesi dell’anno di 231 mila morti, arrotondando alle migliaia (vedi https://www.istat.it/it/files//2020/03/Tavola-sintetica-decessi.xlsx).

Quest’anno, al 13 aprile, siamo a 191 mila decessi (vedi https://www.italiaora.org/). Facendo una stima credibile di altri 25 mila decessi nel resto del mese di aprile, otteniamo 216 mila decessi nei primi 4 mesi del 2020 in Italia: si stanno verificando meno decessi (circa 15 o 16 mila in meno) rispetto allo scorso anno.

In parole povere, in base ai dati pubblicati, non sono morte più persone quest’anno rispetto agli anni precedenti, fermo restando, ripeto, che in Lombardia, a Piacenza e altre province da fine febbraio c’è stata un mortalità tripla rispetto alla media, eppure non c’è un dibattito libero su questo.

crollo del PIL

L’obiezione secondo cui il lockdown avrebbe ridotto la mortalità al punto di farla scendere persino sotto la media storica non mi sembra valida, perché quella italiana è la seconda più alta del mondo per il Covid, con 338 morti per 1 milione di abitanti, mentre tanti Paesi che non hanno messo tutti agli “arresti domiciliari” come noi (Corea, Giappone, Taiwan, Hong Kong, Australia, Svezia) hanno mortalità inferiore a 90 morti per 1 milione.

Sembra quindi poco plausibile che senza lockdown l’Italia avrebbe avuto una mortalità più alta, visto che tanti altri Paesi che lo applicano molto meno hanno anche molti meno morti. Se guardiamo la Germania, sta ottenendo ottimi risultati nel contenimento del virus con una politica che lascia molte libertà ai cittadini.

Non è quindi la mortalità eccessiva a livello nazionale che giustifica il blocco prolungato dei diritti e della vita degli italiani. Dal punto di vista dell’economia c’è una distruzione di reddito enorme. Vi invito a leggere questo articolo de Il Sole 24 Ore, molto molto chiaro, qui.

Detto questo, per quanto io mi sforzi nel conservare una buona attitudine, vedo una grossa crisi in arrivo e ringrazio davvero la scelta fatta a giugno 2019 di chiudere la palestra, perché non oso immaginare cosa avrei fatto in questo momento.

riccardo di vito

Se non avete competenze per avviare un’attività online, adesso è il momento di acquisirle, cari amici. Non aspettate. Non procrastinate. Faticheremo a tornare ad abbracciarci, a toccarci, a praticare sport e arti marziali insieme. Torneremo davvero molto lentamente a mangiare fuori…

Io ci sono, per chi ha voglia di imparare. Io ci sono, per chi ha deciso di prendersi la responsabilità senza piangersi addosso. Io ci sono, per chi vuole darsi da fare e cambiare la propria vita. Scrivetemi in privato.

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