Il Brand Sei Tu!

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Una delle prime cose che ho imparato nei numerosi corsi che ho seguito è che il brand sei tu! Questo cosa significa? Se hai deciso di muoverti nel mondo online per ottenere qualche tipo di risultato in termini economici, è necessario comprendere che per chi, come me, non ama vendere, è indispensabile mostrare all’esterno chi sei, cosa fai e che cosa puoi fare per le persone. In queste righe parlerò proprio di Social Media Branding, quindi di come si possa lavorare sulla costruzione della propria immagine per farsi conoscere da tante persone. Conoscete la mia passione per il Business Coaching!

Quindi costruire un profilo social significa comunicare all’esterno chi sono ed in quale contesto opero. Non indosso la giacca con la cravatta e magari i gemelli per registrare un video da casa, perché non sono in un’aula. Ogni luogo ha la sua forma di comunicazione, il suo linguaggio. Essere presenti con costanza e consistenza è la cosa più importante per avviare un processo di costruzione del brand, indipendentemente dalla finalità che volete dare a questa decisione. In attività come il network marketing, per esempio, questo è indispensabile per evitare di andare a rompere le scatole alle persone.

Investire in maniera sensata in pubblicità può essere un passaggio successivo, direi quasi obbligatorio. Un investimento è tale se ti porta un ritorno entro le 24 ore. Lo definirei intelligente solo nel caso in cui oggi investissi 1.000€ e domani guadagnassi 1.100€. Non ritengo valida l’idea di accantonare 20.000€ oggi, per la pubblicità, per guadagnare zero domani. Molti, ancora oggi, tendono a pensare in termini di budget, comprese le vecchie agenzie di marketing. L’idea era di fare tutta una serie di operazioni per farti conoscere e poi dopo sei mesi avresti (forse) visto dei risultati…

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IL MONDO È CAMBIATO

Il mondo è cambiato completamente e non è più pensabile avere un risultato dopo sei mesi. Sono proprio cambiati i tempi delle interazioni e la risposta immediata delle piattaforme social è diventata impressionante. Chi, come me, è online da più di 10 anni, avrà notato che le agenzie del passato ci stavano facendo buttare un sacco di soldi, con la storia dei budget e dei siti da sistemare. Alla fine, era solo questione di avere contenuti innovativi e, soprattutto, originali. Senza contare la confusione che c’è sempre stata tra webmaster, web designer e marketer

Per chi è a digiuno, il web designer è uno specialista che sa fare una bella veste grafica. Il webmaster è uno preparato sulla parte tecnica. Quello che si occupa di marketing è un altro soggetto ancora. Queste competenze, purtroppo, non stanno quasi mai nella stesso cervello e nello stesso soggetto. Una delle prime cose che ho imparato del mondo online è che non potrai mai delegare il marketing al 100%. Nessuno conosce la tua attività come te. Il brand sei tu! Ecco perché andare da qualcuno e proporgli dei soldi per guadagnarne di più a tua volta senza fare niente è poco intelligente.

Abbiamo fatto in tanti questi stessi errori, io per primo. Cercavo la bellezza del sito per me, per esempio. Ecco il primo errore: non deve piacere a te, ma al pubblico al quale ti rivolgi. Il primo focus di chi vuole avviare un’attività online, di qualsiasi tipo si tratti, è proprio quello di capire a chi è dedicata e cosa potrebbe piacere a chi ti vede e ascolta. Questo perché i “mi piace”, i pollicioni e i cuoricini non pagano le bollette a fine mese… Prima di buttarvi online, quindi, cercate di capire chi siete, quale valore portate al mercato e perché le persone dovrebbero acquistare da voi (qualsiasi cosa).

FORMAZIONE!

Ogni euro risparmiato in formazione sono almeno 100€ buttati via facendo qualcosa di sbagliato. Bisogna investire in maniera continuativa sulla formazione, perché siamo in continua evoluzione. Pensa alle perdite generate dal calo di interesse per i siti internet, rispetto al boom dei social network! Se un sito perde il 70% di traffico, significa che perde il 70% di fatturato. Per evitare di buttare 20, 30 o 50€ al giorno, tentando campagne marketing fallimentari, ti consiglio davvero di investire in formazione, per comprendere come investire in modo profittevole. Sapete cosa penso sul denaro, no?

Per rivoluzionare completamente un’attività è necessario migliorare la modalità di comunicazione. Significa preparare un piano editoriale, concentrarsi qualche ora, per potersi dedicare poi ad altro. Purtroppo siamo estremamente distratti e perdiamo tanto tempo con le tecnologie che non sfruttiamo in modo corretto. L’unica soluzione è utilizzare gli strumenti a nostra disposizione in maniera pro attiva, cioè comunicando quello che vogliamo, con un’idea chiarissima di quello che vogliamo realizzare. Parte tutto da chi sei e perché lo fai. Poi arriva il resto.

I social network, oggi, sono l’unico posto al mondo dove si vende senza vendere. Se ti piace la vendita vecchio stampo, quella aggressiva alla Wanna Marchi, credimi, qui è tutto un altro tipo di lavoro che si deve fare. Facebook, Instagram, etc. servono per far venire alle persone la voglia di comprare, non per vendere. Questa sarà solo una conseguenza. Io sono sempre collegato all’account per sapere quanto sto guadagnando, grazie al lavoro svolto sui social. Tutto deriva dall’aver compreso il posizionamento del brand, ma quello personale, perché abbiamo detto che il brand sei tu.

IL SOGNO DEL BRANDING?

Quando compri, in realtà, hai già comprato. La differenza sostanziale tra marketing e vendita è proprio questo: l’acquisto arriva solo quando c’è stata un’operazione di informazione a monte. Il sogno del branding è proprio quello di eliminare la vendita. Però, se guardassimo la Apple, che ha dato vita ad uno dei brand migliori del pianeta, potremmo pensare che effettivamente il branding abbia funzionato. Ma, se fosse così, non ci sarebbero i negozi. Tu andresti sul sito e cliccheresti un bottone e ti arriverebbe il prodotto a casa. Invece, non è così. Ci sono negozi con ragazzi formati per un mese intero per poter vendere.

Questi venditori vengono da te, parlano con te per almeno 20 minuti (che è il tempo minimo, da manuale, per poter realizzare la vendita) e c’è tutta una procedura legata alla vendita. Questa è l’ultima fase. Prima c’è stato il marketing, che è quello che porta la gente dentro i negozi. Prima del marketing c’è il branding. Ecco dove sta il lavoro fatto bene. La prima operazione che ha fatto la Apple quando ha voluto lanciare il primo iPhone è stata quella di far vedere delle star (gli influenzer di allora!) con delle cuffie bianche…

La riconoscibilità del marchio dipendeva proprio da quella particolarità delle cuffie bianche, quando tutti le avevano nere. In quel momento non c’era niente da vendere, ma ha lavorato soltanto per far entrare nella tua testa la necessità di un’alternativa. “Pensa in maniera diversa” è stato una sorta di grimaldello sociale, una una frase che doveva entrare nella mente della gente. Quindi le cuffie bianche con il logo della mela hanno fatto il branding, poi hanno cominciato a fare il marketing. Solo dopo c’è stato il lancio prima di negozi, poi dei prodotti. Sono tre fasi diverse. Le vedremo meglio…

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