Come Vivere Una Vita Meno Compulsiva

COME VIVERE UNA VITA MENO COMPULSIVA

Negli ultimi tempi mi sta capitando spesso di parlare con diverse persone che aiuto nel percorso di vita che stanno vivendo situazioni quantomeno spigolose. Questo mi spinge a dare qualche indicazione generale su come vivere una vita meno compulsiva. Chiarisco subito che questo è il mio punto di vista, ovviamente, quindi non pretendo di avere ragione. Solo che vedo troppo spesso situazioni economiche o di carriera rovinate, così come rapporti interpersonali distrutti da questo prendere la vita come fosse un quadrato.

Conosco molte persone che stanno vivendo situazioni di insoddisfazione. Sì, spesso ci si trova a vivere una situazione che non sognavi o che avresti voluto costruire in modo diverso. Voglio però sottoporti degli spunti di riflessione, affinché individualmente tu possa giocare con questi e altri concetti intorno a questo argomento, per trovare la tua verità. Il tema del discorso è proprio come vivere in modo meno spigoloso. Non dico senza spigoli, sarebbe molto arrogante pretenderlo, ma sicuramente meno spigoloso.

Molto spesso ci si ritrova in situazioni come questa come diretta conseguenza di posizioni dure che abbiamo preso rispetto ad alcune circostanze del passato. C’è chi pensa di essere fatto solo in un modo e quindi agisce di conseguenza, come fosse un monolite. In questo modo si crea un muro, ci si rinchiude in un quadrato e tutto intorno si creano spigoli, senza smussature. Ciò accade per tutti quelli che affrontano le circostanze e le difficoltà del quotidiano come se ci fosse un destino cattivo che li sottomette. In realtà, è come rispondiamo agli accadimenti che determina il presente ed il futuro.

COME AFFRONTI LE CIRCOSTANZE DETERMINA IL FUTURO

Se il modo di affrontare le cose che accadono fosse univoco, ci sarebbe solo una spiegazione. In questo caso si hanno a disposizione così pochi strumenti interpretativi, che saresti predestinato al fallimento o al colpo di fortuna. Guardalo dal punto di vista del combattimento. Studi come lavorare su un Jab, un Gancio, un Calcio. In ogni situazione hai a disposizione una serie di cose da poter utilizzare in vario modo, con varianti che dipendono dal momento. Pensa se rispondessi a qualsiasi stimolo esterno con lo stesso movimento: sarebbe la fine! Ecco, così è la vita, necessita di molteplici strumenti.

Allo stesso modo si può ragionare prendendo spunto sul concetto dell’identità. C’è chi si trincera dietro la forza della singola e marmorea forma che ognuno di noi è convinto di essere e rappresentare. Eppure sappiamo tutti che la vita ti mette di fronte ad infinite circostanze. Ogni persona è una realtà a sé stante e per questo risponde in modo diverso a quello che accade. Dal mio punto di vista, basterebbe semplicemente osservare come reagiscano in maniera totalmente diversa due fratelli o sorelle ad uno stimolo esterno. Questo perché come ogni altra persona si posizionano in maniera diversa rispetto agli altri, ai genitori e a loro stessi.

Per me ogni essere umano è un universo a parte. Ecco perché puoi ben immaginare come io consideri ogni persona in modo plurale così come la vita, che è ricca di circostanze. Non sei d’accordo con me che sia da considerare povero un approccio univoco per tutta la varietà di situazioni e persone che esistono? Io vedo infiniti colori e sfumature. È per questo che sarebbe arrogante, per il mio modo di vedere, rispondere a tutti gli input esterni con la stessa persona, con il medesimo carattere, con estrema durezza. Questo indica una totale assenza di consapevolezza.

COME VIVERE UNA VITA MENO COMPULSIVA

SARESTI DISARMATO SE RESTASSI FERMO

Per questo cerco di dare il mio punto di vista per capire come vivere una vita meno compulsiva. Servono più modalità di reazione e azione, per rispondere alle vicissitudini. Se no saresti disarmato, se restassi fermo nella tua fissità. Immaginati sempre in un combattimento, per intenderci. Oppure pensa di giocare a carte. Ogni circostanza precede di poter utilizzare una o un’altra carta, così come ogni gioco ha il suo mazzo. Non puoi giocare a Briscola come giochi a Poker… Se scendi dal letto ogni mattina con la stessa identità monolitica, hai una carenza strategica e funzionale e non puoi affrontare situazioni difficili.

Questo non è un invito a tradire se stessi e la propria natura. Men che meno si tratta di recitare ruoli. Invito solo a riflettere sull’avere una sola identità da giocarsi nella vita. Ti dico che è disarmante assistere inerme di fronte ad una persona che sbatte la testa contro il muro. Così vedo chi vive di un’unica identità, incapace della percezione, della consapevolezza e della possibilità di essere Yin e Yang, nelle varie situazioni. I miei studenti lo sanno: non si può far altro che lasciar fluire l’energia, perché in caso contrario rischieresti di esserne travolto. E la vita è energia. L’ho scritto bene nel primo libro sul Black Flag Wing Chun.

Nel cerchio dell’esistenza, c’è sempre la possibilità di reagire in modo tale da portare equilibrio tra queste due forze, che si completano. Inutile fare muro contro muro. Sciocco pensare di cambiare gli altri e le situazioni che ci capitano. Chiunque di noi può essere tutto e serenamente l’opposto di tutto. Se stride all’orecchio è solo perché ognuno di noi è stato abituato ed educato dalla famiglia e dalla società ad un’unica identità. Anzi, addirittura si arriva ad insegnare che avere diverse identità è sintomatico di falsità e di mancanza di coerenza o, peggio, di disturbi mentali.

NON LASCIARTI INIBIRE: EPLORA LE IDENTITÀ

Rifiuta questo indottrinamento dell’essere per forza solo te stesso. Non lasciarti inibire nell’esplorare altre identità di te stesso. La coerenza non è sinonimo di testardaggine. Chi si fa trascinare in questo modo di vivere ha sempre un approccio difficile alle difficoltà, perché ha in dotazione solo quell’unico strumento. Succede quando qualcuno è quello che si è convinto ed abituato ad essere. Prova a vedere cosa accade quando una persona buona è messa a dura prova. Puoi vestire anche l’abito del guru della pace, ma cosa accade se la vita di tuo figlio è in pericolo? Ti trasformi in una persona cattiva? No, semplicemente utilizzi un altro strumento di cui sei dotato, per rispondere alla situazione.

Non siamo costretti a vivere come ci vorrebbero gli altri. La bella notizia è che dentro di noi, per ogni aspetto che noi abbiamo comprato di noi stessi, abbiamo tutti gli strumenti per vivere all’opposto. Possiamo solo mettere in gioco l’opposto coinvolgendo un pezzettino delle mille identità che ognuno di noi ha dentro di sé. Non siamo incatenati ad un’identità: questo è potentissimo! Possiamo quindi prendere il meglio da qualsiasi cosa ci accada. Il punto è che la maggior parte delle persone conduce una vita compulsiva e finisce a vivere delle conseguenze di questa.

Basterebbe fare un viaggio a ritroso nella nostra vita. Pensa se ti venisse data l’opportunità di tornare indietro nel tempo, in una situazione in cui si è incrinato parecchio il rapporto con la persona cui eri affezionato. Se ti venisse data la possibilità di tornare indietro per recuperare quella situazione e quel rapporto, probabilmente accetteresti anche tu, se ti stesse veramente a cuore la persona con cui si è creata questa rottura. Metteresti probabilmente in campo un altro profilo della tua persona, con altre risposte, altri atteggiamenti, durante lo scontro che vi ha separato. Concordi?

VIVO PRIVO DI RESISTENZE

Proprio perché questa modalità di vita mi affascina, ho scelto con estrema lucidità di vivere una vita priva di resistenze e di attriti. Ecco perché evito di reagire in modo compulsivo, ma preferisco rispondere, che richiede una riflessione più profonda, con il distacco emotivo. Evitando di reagire frettolosamente, si può prendere la posizione migliore nella vita come nel combattimento. Non a caso, nell’avvicinarsi di uno scontro c’è chi spreca tutte le energie urlando o saltellando, muovendosi in modo incontrollato e chi, dall’altra parte, ragiona e gioca a scacchi. Si tratta sempre e solo di controllo.

Questo è stato ed è per molti un groviglio di emozioni e di proprie verità a cui ci si vuole agganciare. La moltitudine, purtroppo, è ancorata alle proprie verità e ai propri stati d’animo. Qui non si tratta di cercare chi ha ragione, perché nella vita sappiamo già che abbiamo tutti ragione, ognuno dal proprio punto di vista. Io ho solo deciso di installare nel mio cervello questa cultura del rispetto. Per me chiunque mi parli di qualsiasi argomento ha ragione dal suo punto di vista. Rispetto per questo ogni scelta su qualunque cosa che riguardi la vita degli altri.

A questo punto si tratta solo di capire cosa funziona e cosa non funziona nel vivere pienamente l’esistenza. Per me l’importante è essere il totale protagonista della mia vita. Non lascio che accada niente senza prendere una posizione utile che mi permetta di non compromettere la qualità ed il valore che ho costruito intorno e dentro di me. Troppa gente vive una vita che gli sta stretta, come se fosse incapace di affrontare diversamente le cose. Chi mi segue mi conosce abbastanza da sapere che rispetto qualsiasi scelta, ma non accetto le lamentele di chi si è trincerato dietro a spigoli di un’identità coatta.

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