Come si fa a meditare?

Negli ultimi tre mesi ho condotto delle classi di meditazione online. Da qui la domanda più comune che ho ricevuto da chi non ha preso parte è stata proprio il come si fa a meditare. Sì, in effetti è curioso che chi non c’è chieda, ma penso che non tutti abbiano il coraggio di prendere parte ad un qualcosa che non si conosce. Eppure penso che il tema sia interessante da trattare, con un invito per tutti voi che mi seguite da tempo.

Da tanti anni ormai la meditazione è una componente importante del mio percorso in seno alle arti marziali tradizionali cinese, ma anche un veicolo incredibile per la conoscenza di me stesso. Mi ha aiutato in momenti bui e mi accompagna ogni singolo giorno, come base per l’introspezione, quando mi perdo. La pratica della meditazione, così come quella del Qi Gong, sono state indispensabili per trovare una dimensione olistica della mia Via.

Ho sperimentato a lungo prima di trovare il mio modo. Ci sono stati nel corso dei miei anni di studi alcuni insegnamenti inaccessibili. Poi, per la mia caparbia ricerca, sono riuscito ad arrivare al punto. La meditazione è un elemento vitale per chiunque voglia godere pienamente degli insegnamenti tradizionali dei nostri Maestri. Solo attraverso la ricerca del sé, all’ascolto ed alla conoscenza di chi sei e di cosa ci fai qui si può davvero comprendere la radice unica da cui si diramano le varie discipline specifiche.

IMPARARE AD ESSERE PRESENTI

In sostanza, quindi, quando una persona mi chiede come si fa a meditare, la mia mente va alla richiesta di presenza e attenzione. Questa va sicuramente ben oltre i meri aspetti tecnici. In realtà, la meditazione coinvolge l’intenzione e la capacità di essere centrati, pronti ad accogliere e a trasformare. Solo in questo modo ci si può dirigere verso uno strumento così potente, predisponendosi alla ricerca, all’ascolto. Le modalità pratiche possono cambiare, ma vi invito a non rimanere imbrigliati in un metodo.

L’avvicinamento alla meditazione richiede una competenza che non tutti hanno. Bisogna ricercare l’immobilità e la quiete. Non tutti sono disposti a fare esercizi ed arrivare a questo punto. Per la maggior parte è una conquista da raggiungere. Sicuramente uno strumento molto utile che potete utilizzare è la lettura del libro del compianto maestro Thich Nhat Hanh, “Il miracolo della presenza mentale”. Penso sia una delle poche guide spirituali che sia riuscita a mettere nero su bianco uno strumento iniziatico.

Anche se questo testo aiuta sicuramente ad imparare ad essere presenti, non è un semplice manuale tecnico di meditazione. Sicuramente aiuta a percepire ogni accadimento della vita quotidiana come un’esperienza gioiosa, vitale ed illuminante. Solo in questo modo puoi prescindere da luoghi, posizioni o tempi per meditare. Quello che impari è portare l’attenzione dentro di te, la meditazione stessa nel tuo profondo. Non cercare al di fuori.

CHI PUÒ MEDITARE?

La meditazione è indicata per tutti. Al di là che la si faccia con regolarità o magari solo una volta a settimana, è importante che ognuno trovi il giusto spazio nella proprio vita. La pratica costante permette di acquisire il concetto di “vivere consapevolmente”. Significa rifiutare gli atti meccanici, dedicandosi alla più piena percezione di sé e di cosa si fa. Anche quando compi un atto banale come lavarsi i denti è possibile meditare, perché basta semplicemente essere coscienti del qui ed ora per comprendere.

Per poter pensare di cambiare vita grazie alla meditazione è chiaro che bisogna evitare gli impegni pressanti. Significa stabilire nuovi ritmi, nuove occasioni per allenare la capacità di essere nell’azione presente. Essere in ogni azione, in ogni respiro, consapevolmente, richiede un’attenzione davvero unica. Significa cambiare metodo, appropriarsi della vita, essere uomo e non più macchina. È un passo che io stesso ho fatto recentemente, nel 2019, ma che non tutti sono disposti a fare.

Per essere certi che il cambiamento della meditazione possa portare frutti, è necessario che “ogni movimento sia almeno due volte più lento del solito”, come suggerisce Nhat Hanh. Nel fare le pulizie domestiche, per esempio, lo stesso autore suggerisce di “rendersi conto della vostra attività”. “Evitate i movimenti bruschi e violenti. Conservate sempre la presenza mentale del respiro, specialmente quando vi distraete“, dice il maestro.

Fatevi il regalo di imparare a meditare. Se non sapete da dove partire, scrivetemi in privato (3283421682).

Rispondi