Come Potenziare Il Wing Chun

Maestro Riccardo Di Vito

Chi pratica la mia stessa arte marziale, sebbene in altri lineage, sarà sicuramente d’accordo nel dire che una delle cose che ci ha sempre incuriosito è stata il come poter potenziare il Wing Chun nella sua applicazione pratica. Ci sono alcuni che l’hanno unito ad altre discipline. Altri si sono organizzati utilizzando pesi e allenamenti funzionali. Conosco personalmente praticanti di livello che hanno preso alcuni esercizi dello Shaolin per poter arrivare a colpire sempre più forte. Per fortuna io ho conosciuto l’Hek Ki Boen Eng Chun Pai ed ho ricevuto subito le chiavi per rendere l’arte molto potente e performante. Vediamo insieme come perché.

Dal punto di vista strettamente fisico, credo che non ci sia accordo tra le varie Scuole, perché alcune tendono a potenziare alcune catene cinetiche attraverso push-up, squat o trazioni alla sbarra. In altre, invece, si tende a dire che “non si deve usare la forza” e, come diretta conseguenza, sono vietati esercizi di questo tipo. In altre ancora si utilizzano il bastone lungo o i coltelli come strumenti di potenziamento, perché sono ritenuti sufficienti per migliorare le capacità tecniche del Wing Chun, nell’esecuzione a mani nude. Qual è il punto di vista dell’HKB? Ve lo svelo!

FIBRE BIANCHE E FORZA PURA

Nella Scuola Black Flag Wing Chun Lodge il lavoro fisico sul corpo si fa eccome, ma segue un’ulteriore linea di pensiero. In un primo momento si dà priorità all’allenamento dei muscoli. In particolare, facciamo lavorare di più le fibre bianche, quelle che sviluppano la rapidità di contrazione maggiore. Per gli addetti ai lavori, le fibre bianche risultano più adatte a sforzi veloci ed intensi come quelli sviluppati nel sistema che pratichiamo. Questo tipo di muscoli svolgono rapide contrazioni con parecchia tensione prodotta (forza pura), come può essere per i tricipiti o per il retto femorale. Tutta la pratica si basa sull’esecuzione di scatti ripetuti, con sufficiente recupero, ma con numerose serie. Lo sanno bene i praticanti che fanno i conti con il footwork e con le prime tecniche di braccia…

Un secondo aspetto poco conosciuto è quello dell’allenamento dei tendini. Su questo argomento sono scoppiati dei litigi enormi all’inizio della diffusione dell’HKB in Europa, perché non siamo riusciti a comunicare bene cosa stesse accadendo dentro al nostro corpo in quel momento. Oggi abbiamo compreso bene la radice della questione e siamo pronti per parlarne, come vedrete qui. I tendini sono robuste strutture fibrose che legano i muscoli alle ossa o ad altre strutture di inserzione. Diversi muscoli terminano in un unico tendine (come il tricipite), così come un unico muscolo può inserirsi con più tendini su un segmento osseo (flessori ed estensori delle dita). Per chi non fosse esperto in materiale, c’è da sapere che il tendine è formato dal collagene (resistenza) e dall’elastina (elasticità).

La funzione dei tendini è quella di trasmettere la forza esercitata dai muscoli alle strutture alle quali sono connessi. Hanno elevata resistenza e minima elasticità. Come i muscoli, reagiscono agli stimoli esterni adattandosi e modificando le proprie caratteristiche. Il processo di rinnovamento cellulare permette ai tendini di adattarsi gradualmente ai sovraccarichi a cui li esponiamo con un aumento del volume (irrobustimento), sebbene sia un processo estremamente lento e di gran lunga inferiore rispetto a quello muscolare. Il motivo è semplice: i tendini sono scarsamente vascolarizzati con un consumo di ossigeno ridotto: la rigenerazione è davvero molto lenta e per questo sono terribilmente più difficili da allenare.

Per allenare correttamente queste strutture siamo soliti utilizzare movimenti specifici e forme del Black Flag Wing Chun molto note come la Sam Chian Po. Il nemico più grande di questo potenziamento del sistema è costituito da tre fattori: sedentarietà, obesità e invecchiamento. Queste cause mettono a repentaglio la salute dei tendini e la loro funzionalità. Per evitare queste degenerazioni sarebbe bene praticare quotidianamente partendo dal nostro riscaldamento, gli allungamenti e gli esercizi tecnici, che nascono proprio per potenziare e rendere migliore la capacità dei tendini.

COSTRUIRE IL CORPO BLACK FLAG WING CHUN

Come dico sempre ai miei Studenti bisogna fare parecchia attenzione nei primi mesi di pratica, perché costruire un corpo Black Flag Wing Chun richiede il sacrificio di evitare l’accorciamento dei muscoli, l’ipertrofia. Si potrà recuperare più avanti, quando il praticante sarà esperto, ma per evitare il rischio di lesioni, è bene non far crescere la massa in modo poco funzionale. Sicuramente una dieta sana e bilanciata, supportata dalla corretta integrazione, può contribuire alla ricostruzione cellulare e, di conseguenza, a migliorare le performance, senza mettere a rischio chi si allena duramente.

Oltre all’allenamento di muscoli e tendini, lavoriamo anche sulla preservazione della massa ossea. Visto che può considerarsi una una struttura fragile,  impediamo che possa ricevere traumi o compressioni inutili. Siamo assolutamente contrari alla formazione del callo osseo, come avviene in altri sistemi, proprio per evitare i rischi e gli effetti negativi che possono comparire nella seconda e terza età. Essendo un tessuto dinamico, quello osseo viene continuamente rimodellato ed è perfettamente in grado di adattarsi e rispondere ai vari stimoli esterni ed interni. Un esempio sono quelli provenienti dall’esercizio fisico e dalla vibrazione meccanica. Ecco spiegato il motivo per cui facciamo pratica anche (e non ‘solo’!) con i Kiao Jiu, gli esercizi di contatto a piena potenza.

Durante gli esercizi interni del Wing Chun specifici, vengono esercitate sulle ossa delle forze meccaniche, sia attraverso la reazione al suolo del corpo, se parliamo di gambe, sia grazie all’attività contrattile dei muscoli, stimolando mantenimento o guadagno di massa ossea. Gli stimoli che generiamo dall’interno, grazie all’azione della muscolatura più profonda, sono benefici per il tessuto osseo, perché permettono di ritardare e prevenire l’osteoporosi. Questo accade per via della pratica che incide sia a livello della colonna vertebrale, sia dei femori, così come delle braccia. Vengono combinati allenamenti di forza, esercizi aerobici e tecniche di impatto, proprio per questo, andando rinvigorire la densità minerale ossea.

Durante l’allenamento di forza, le ossa vengono stimolate grazie alle giunzioni tendinee-muscolari. Andiamo a generare una varietà di stimoli in grado di promuovere una risposta osteogenica. Ecco svelato il lavoro interno di tensione, compressione e torsione… Creiamo segnali elettrici in grado di stimolare il metabolismo osseo e l’apposizione minerale. In questo modo aumenta la densità minerale ossea e rallenta il riassorbimento osseo, evitando il conseguente rischio di osteoporosi. La pratica dell’Hek Ki Boen Eng Chun, in sostanza, richiede l’azione delle “fibre di tipo II”, in grado di stimolare maggiormente la formazione ossea.

La tipologia dell’allenamento, sotto un punto di vista scientifico, può essere chiamata contrazione concentrica esplosiva, concatenata ad una contrazione eccentrica lenta. Questo lavoro va a migliorare gli estensori della schiena, migliorando notevolmente l’equilibrio del corpo, diminuendo anche il rischio di cadute o perdite di equilibrio involontarie. Durante la pratica delle forme, Sam Chian Po in primis, per esempio, facciamo esercizi di stabilizzazione statica e dinamica, ma in tutti i movimenti lavoriamo su antero e retroversione del bacino. I propriocettori situati nei muscoli paravertebrali lavorano aumentando la sensibilità e migliorando la posizione del tronco, con conseguente stabilizzazione dell’equilibrio.

Usiamo tantissimi esercizi di propriocezione per stimolare e migliorare il controllo posturale. Siamo soliti potenziare le posizioni del Wing Chun con la pratica ad occhi chiusi, che aumenta le competenze del praticante. Alcuni di noi lavorano anche con tavole propriocettive oppure con punti di appoggio limitati, in modo tale da creare difficoltà di gestione, che via via danno ottimi risultati in termini di stabilità e mobilità. Sono tantissimi gli esperimenti di scambio del peso tra talloni e punte o da una gamba all’altra. Allo stesso tempo sono presenti esercizi monopodalici e di coordinazione fra la parte superiore ed inferiore del corpo, ma qui entriamo in un altro argomento….

Bibliografia:

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