Come Migliorare L’Autostima

Riccardo Di Vito

Nel mio percorso di insegnamento ho spesso dimostrato ai miei ragazzi come migliorare l’autostima attraverso l’esempio. Ho riflettuto parecchio su questo tema e mi fa piacere condividere con voi alcune riflessioni che ho portato avanti negli ultimi anni. Sono tutte frutto delle mie esperienze, quindi non ho verità, ma esprimo solo il mio punto di vista. Leggete con la mente aperta e poi fatene ciò che ritenete più opportuno.

Partiamo dall’etimologia. Il termine è un composto da due parole àuto [dal gr. αὐτός «stesso»] e aestĭmāre [dal lat. «valutare»]. Già qui potremmo fermarci, perché in questa parola moderna c’è tutto il concetto di “determinare il valore di se stesso“, “valutare se stesso“. Per agire sull’autostima, quindi, bisogna migliorare la valutazione che si ha di sé. Il lavoro è sostanzialmente tutto interno, perché solo io posso valutare il mio valore. Partiamo da qui.

Proprio ieri mi hanno chiesto di poter fare un intervento per parlare di questo tema in un gruppo di crescita personale. Ho accettato volentieri, perché quando ti prepari per una chiacchierata di questo spessore impari più di tutti. Ve la condivido, qualora voleste dedicare un’ora a ripercorrere un po’ quello che ci siamo detti. Se vi fa piacere, potete anche commentare e continuare a contribuire al tema, qui nei commenti o su Youtube.

DOVE TROVO L’AUTOSTIMA?

Dove attingere per comprendere come migliorare l’autostima? Si può fare un viaggio nel passato. Già… Molti dicono di guardare al futuro, ti motivano, ti danno il cinque! Eppure, basta solo andare a vedere almeno una cosa che sapete di aver realizzato con successo. Fosse il gioco da bambino, la cucina o andare in bicicletta. Osserva ciò in cui eccelli con successo conclamato.

Gli altri ti possono anche riconoscere il successo, ma è quanto tu sei davvero bravo che porta l’interessa l’esterno, ma parte dal movimento interno, sempre. La maggior parte delle persone è incline al movimento esterno, cioè cambia parere su una cosa se c’è qualcuno che ne parla bene o male. C’è poca capacità di critica e, soprattutto, autocritica. Questa non può essere la base per l’autostima, perché i giudizi esterni non sono una valutazione.

Solo la stima personale può farti andare verso una direzione. Se ti manca, non puoi impostare le vele per il viaggio della vita. L’autostima dimostra a te stesso il tuo valore, senza necessità di informazioni esterne. Questi input possono solo rinforzare e confermare qualcosa che già esiste, ma che solo tu crei. Non c’è alcun modo di ricercare la stima di sé all’esterno di sé. Sarebbe come tentare di andare a cercare fuori qualcuno che ti consigli su cosa mangiare a pranzo… Banalizzo, ma è tutto qui…

PERCEZIONE DELL’AUTOSTIMA

Per percepire l’autostima, devi paragonarla all’acustica. Quanto è difficile ascoltare il suono del pianoforte se intorno ci sono musiche esterne con un volume più alto? Percepire e potenziare l’autostima significa sapere fare una distinzione tra un’informazione e l’altra. Significa azzittire l’esterno, per concentrarsi sull’interno. È una forma di meditazione o preghiera, se volete. Saper distinguere nettamente l’interno ti permette propio di capire come migliorare l’autostima, ascoltandosi.

I suoni esterni al massimo possono rinforzare ed entrare in armonia con quelli esterni, altrimenti vanno eliminati. Sei tu che decidi se trasformare le chiacchiere esterne in feedback o in opinioni, a seconda di quello che ti interessa sviluppare. Lì c’è lo spirito critico, che è indispensabile per l’autostima. L’importante è avere un’opinione personale di sé e lavorare affinché sia positiva. Rinforzarla significa percepire l’insieme delle idee che hai di te stesso, imparare a guardarle… Ha a che fare col come ti vedi (bello, brutto o “un tipo”).

Per percepirti è necessario capire anche come ti senti. Sei un importante, sei una persona mediocre o ti percepisci una nullità? Ecco, ascoltati. Fai appello al famoso dialogo interno. Le cose che dici a te stesso per motivarti sono importanti, ma si basano sempre sulla convinzione che hai di te stesso. Spegni tutto quello che c’è all’esterno. L’autostima è formata principalmente dalle convinzioni che ti sei creato durante tutto l’arco della vita, in seguito alle esperienze che hai vissuto direttamente e, soprattutto, all’interpretazione che hai dato alle stesse.

ATTENZIONE!

Per nostra sfortuna concorrono a creare o distruggere l’autostima i giudizi delle persone che abbiamo intorno sin da quando siamo piccoli. A casa, a scuola, nel lavoro, in palestra, gli amici, gli amori, etc. Tutti hanno opinioni su di te. Molti vogliono portarti a pensare quello che vogliono loro. La cosa meravigliosa è che tu puoi decidere se ascoltare o no, se fare tua o meno la critica, se è costruttiva. Facciamo estremamente attenzione a quello che ci diciamo all’interno del cervello. Bisogna proprio rimanere focalizzati su di sé per capire come migliorare l’autostima.

Quando hai una forte autostima, ascolti dall’alto, come su una montagna, quello che c’è sotto. Solo allora vedi quello che c’è realmente. La persona ricca di autostima sa crescere, perché prende dall’esterno gli input per farlo. Non c’è autostima se rifiuti l’esterno, perché diventa superbia. L’autostima porta a dialogare con l’esterno, per evolversi, crescere. Vedi cosa fa l’albero. Prende linfa vitale dalle radici. Prende la luce del sole con le foglie. Se c’è qualcosa che non va, fa seccare una parte di sé, pur di conservare il proprio sé.

Attenzione che altezzosità e superbia sono in antitesi con l’autostima, così come la permalosità. Dichiarano all’esterno che non c’è una persona forte. Bisogna saper distinguere. Facciamoci domande. Cosa vogliamo migliorare? Facciamo AZIONE MASSICCIA per evolvere. Creiamo le condizioni per prendere l’insegnamento dalla natura. Ciò che non evolve si estingue. La natura dimostra di avere l’autostima. Non si può non prendere spunto dall’acqua. Come diceva un certo Bruce Lee: “sii acqua, amico mio”…

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