Come Comportarsi In Caso Di Aggressione

difesa personale femminile

Per scongiurare una possibile azione violenta nei nostri confronti, si deve avere una corretta predisposizione mentale. Vediamo insieme come comportarsi in caso di aggressione, partendo proprio da questo principio. Se non sei pronto a reagire anche fisicamente, difficilmente metterai in campo le risorse di cui disponi. Parlo sia della prossemica (gestione della distanza) e del posizionamento del corpo, rispetto al possibile malintenzionato, sia del linguaggio da utilizzare. Ecco perché durante i corsi di difesa personale bisogna lavorare tanto sulla predisposizione, sull’atteggiamento e, solo all’ultimo, sulla parte strettamente pratica (calci, pugni, lotta, etc.).

Il linguaggio del corpo determina un fattore molto importante. Un conto è chiudersi, portando le spalle in avanti, curve e la testa abbassata, un altro è aprire il petto e alzare le mani per essere pronti a tutto. Il posizionamento stesso rispetto al possibile avversario è utile per prendere il prima possibile il lato. Nelle nostre classi lo chiamiamo Optimum Body Position ovvero la possibilità di mettersi a 45° rispetto al braccio avanzato della persona. Perché? Utilizziamo questo posizionamento per ridurre le possibilità di attacco e chiudere l’avversario in un imbuto. Sostanzialmente, è un’esca.

È fondamentale avere le mani sollevate, nel linguaggio del corpo, per creare proprio un muro. Lo stesso sarà fatto dalla comunicazione verbale, perché il “no” deve essere coadiuvato dal gesto della mano. Non ci possono essere deroghe. Un no è un no. Se diventa un ‘ni’, hai perso. Per capire come comportarsi in caso di aggressione, pensa che l’80% della buona riuscita di una negoziazione in questi casi è sempre psicologica. Ovvio che il restante 20% viene dalla conoscenza tecnica, cioè…botte da orbi! Prevenire è sempre il modo migliore, ma se hai una buona mentalità, anche nelle occasioni più toste non ti farai prendere dal panico.

come comportarsi in caso di aggressione

ATTENZIONE ALL’ESCALATION

L’escalation è la parte più pericolosa dell’aggressione. È il classico gioco a ‘chi ce l’ha più lungo‘, in cui si inizia con un insulto e si alza via via il livello di scontro. In questo contesto si inizia a creare il modello per cui si passa all’attacco a mani nude, coi coltelli e via dicendo… Hai presente quando ti si ferma qualcuno vicino in auto ed inizia ad insultare? Se fai lo stesso, poi si esce dalla macchina, ci si spintona, fino a che accade il peggio. Se hai una buona comunicazione assertiva e hai capito come comportarsi in caso di aggressione, fai un bel sorriso quando l’altro inizia a rompere le scatole, cambierà tutto l’approccio. Bastano poche frasi ben assestate…

In alcune situazioni l’aggressore assume un comportamento diverso. Si mette subito dalla parte ‘alta’, da ‘insegnante’. Questo accade quando la persona che subisce si mette ‘sotto’, in modalità di ascolto di un comando. Avete presente quando il bullo della situazione inizia ad inveire e fa domande alle quali il malcapitato risponde con “sì, certo, hai ragione”? In questo modello di conversazione, apparentemente si parte subito con il piede sbagliato. Potrebbe essere una continua e costante sottomissione psicologica. Eppure potrebbe essere utile per simulare una presunta sottomissione, dando i soldi e portando a casa la pelle, che rimane il primo obiettivo!

La comunicazione efficace e persuasiva è indispensabile in una situazione di furto, rapina o comunque per capire come comportarsi in caso di aggressione. L’importante è non farsi male, scappare e chiedere aiuto in modo efficace, nel minor tempo possibile. Non è certo lo scontro fisico quello che cerchiamo. Bisogna esercitarsi a gestire situazioni pericolose, senza entrare in ipocondria o paranoia. Non viviamo nel Bronx. Non tutti siamo addetti ai lavori (buttafuori, sicurezza, etc.). Però è bene tenere l’attenzione alta. Allo stesso tempo, è impossibile che tutti siano gestibili a livello comunicativo. Si può imparare la comunicazione efficace anche esercitandosi con gli amici, ma le situazioni di emergenza richiedono l’abilità di gestire le emozioni, altrimenti ci si fa male.

DISTRARRE, CONFONDERE E SCAPPARE

come comportarsi in caso di aggressione

Alcune persone estremamente competenti di tecniche ipnotiche possono ricorrere a questo tipo di strumenti, ma io voglio insegnare le potentissime tecniche di comunicazione anche a chi è a digiuno. C’è bisogno della massima attenzione. Bisogna partire dalla capacità di stabilire relazione con gli altri. Nei casi di pericolo bisogna instaurare comunque il rapport, ma è necessario avere un posizionamento comunicativo diverso dal solito. La posizione più pericolosa è quella frontale, muro contro muro. Può capitare di assumere la posizione ‘up’ come posizione comunicativa, mettendosi dal punto di vista di un papà comprensivo rispetto alla persona che sta “parlando” e sta “sbagliando”.

Ci si può allenare ad entrare ed uscire dalle posizioni comunicative, siano esse l’escalation, la parte up o la parte down. Lo facciamo anche durante il combattimento, ingaggiando battaglia, mollando il colpo o cercando l’attacco dell’altro. L’energia fluisce, così come le parole, i posizionamenti e le strategie. L’importante è imparare a distrarre l’avversario, renderlo meno attento. Si deve confondere, mettere su un altro binario, affinché si abbia il tempo di scappare, in sicurezza…inutile correre via, se l’altro è intenzionato a fare del male. Prima bisogna dargli un altro obiettivo da colpire o qualcosa di diverso a cui interessarsi.

Impara a spostarti nelle diverse situazioni. Se l’aggressore vuole attaccare briga, ricorda che nulla vale di più della tua vita. In caso di rapina consegna quello che cerca, mentre ti concentri sui dettagli (chi è, cosa indossa, etc.). Il primo passo è quello di gestire la comunicazione a livello non verbale. Se si fa “grosso”, fatti piccolo. Non guardarlo negli occhi per troppo tempo. Non stare mai a meno di 30 centimetri. Guarda la persona rapidamente, individua i pochi segni di riconoscimento (per segnalarlo subito dopo alle Forze dell’Ordine) e molla il colpo. Per distrarre non è necessario essere chissà quanto furbi…serve solo un po’ di sangue freddo e di conoscere qualche piccolo accorgimento…

SE SEI DONNA?

Come comportarsi in caso di aggressione se sei donna? La storia è più o meno la stessa che hai letto fin qui. Stai a distanza, imita postura e tono di voce, per quanto riesci. Devi comportarti come un serpente. Hai solo una chance per risolvere il problema, giocatela bene. Guardalo, mantieni un contegno e non essere passiva. Ondeggia lentamente verso o via da lui e nota se ti segue (giochi con la prossimità). Imitalo. Se barcolla, barcolla. Guida le sue azioni per entrare in rapport con lui, a livello non verbale. Se mette il piede avanti, tu metti lo stesso, a specchio, così conserverai sempre un angolo migliore.

Mostra sempre i palmi delle mani mentre parli. Dimostrano chiarezza, onestà ed apparente sottomissione. Cerca di evitare fino alla fine di lottare. Con le mani ben aperte ed in vista, lo rassicuri, fai capire che non vuoi ribellarti, ma che sei ferma nella tua posizione. Non indietreggiare. Se scatta comunque la colluttazione, colpisci forte nei tessuti molli (…ehm…non solo lì sotto…) e poi scappa. A livello tecnicamente marziale, ci sono decine di possibilità, ma il consiglio principale è utilizzare le capacità linguistiche per distrarre, sovrapporre e sovraccaricare, come vedremo tra qualche giorno, sempre sul sito.

Per esempio, una cosa che fa impazzire a livello comunicativo è la supercazzola, tipo i film Amici miei. Si distrae parlando di altro. Hai presente quando la persona ti dice una parolaccia? Ecco, in quel contesto, vai alla grande se dici che “anche le mie amiche hanno sempre detto che con il celeste mi dona. Del resto la pace e la tranquillità sono qui, no?“. Capito lo schema? Oppure guarda per terra, cerca il tuo cane, chiedi se l’ha visto, per poter scappare. Per esempio si dice una cosa come “hai visto mica il mio Rocky? Era qui un momento fa… Rocky?! Rocky?“, allontanandoti mentre urli (per attirare l’attenzione intorno). Entreremo nel vivo tra qualche giorno. Resta collegata.

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