Colpo di testa

Quando si parla di colpo di testa solitamente si fa riferimento al gioco del calcio. In questo caso, invece, parliamo della vera e propria testata, uno dei più micidiali strumenti per terminare combattimenti. L’abbiamo vista tutti in televisione, nei film, nella vita reale e, per chi si è trovato, durante le risse o le colluttazioni da strada. Si tratta di uno strumento tanto cruento quanto di difficile prevedibilità, che spesso va a rompere il setto nasale o a mettere direttamente ko la persona che sta di fronte.

Perché ne parlo io? Semplice: nella nostra arte marziale tradizionale cinese, niente viene lasciato al caso. Anche il colpo di testa ha una sua peculiarità e potenzialità, nella corta distanza così come nel corpo a corpo. Non escludiamo mai alcuna parte del nostro corpo nel combattimento realistico. In effetti, se ci pensi, sarebbe un tarparsi le ali l’escludere di qualche cosa rispetto ad un’altra. L’importante è saper utilizzare lo strumento giusto nel momento e nella distanza appropriati.

Tanti anni fa scrissi un articolo sulla testa di vetro, uno dei motti delle scuole di Wing Chun di derivazione Yip Man. Già all’epoca, pur non avendo ancora conosciuto il Maestro Lin della Scuola che rappresento, avevo sempre ritenuto le testate uno strumento valido ed utilizzabile. Uno dei problemi che ho sempre riscontrato fa riferimento solo all’allenabilità di questa tecnica. Purtroppo ogni volta che si tira un colpo con la testa va messo in conto una piccola, seppure lieve, lesione dello strato superficiale.

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